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Lo scorrere del tempo a La Fascetta

Dicembre:
in inverno, quando il sole tramonta immergendosi letteralmente nel mare e marcando la lunga linea dell'orizzonte che va da Punta Manara (Sestri Levante) a Capo Mele (Laigueglia), il buio coglie quasi all'improvviso, che si sta ancora trafficando nell'orto o tagliando legna per il camino. Allora non resta che entrare in casa, in cucina, la stanza più calda ed accogliente, e lasciarsi avvolgere dal profumo del minestrone che sobbolle sornionamente sulla stufa a legna o abbandonarsi al suadente invito che proviene dalla focaccia al formaggio, quasi pronta nel forno: sono appena le cinque, ma non si resiste a questi richiami e viene subito un languorino, e la voglia d'andare a sbirciare tra le pentole. Subito dopo, ci si siede a tavola portandosi dietro un piatto, due posate e un bicchiere, quasi a mandare un segnale, si fa per dire, alla cuoca che capisce subito l'antifona e ad onor del vero la condivide. Inizia allora un rituale, che non ha bisogno di parole, che coinvolge entrambi, fatto di sguardi, segni di consenso, o di tacite richieste subito interpretate ed esaudite, come la voglia di una buona bottiglia di vino che faccia giusto onore a quanto di li a poco verrà "sciorinato" con una certa "nonchalance" sulla tavola. E' in questi momenti, quando si comincia a saltabeccare spizzicando di piatto in piatto, non facendo alcuna differenza tra avanzi intelligentemente rielaborati e fragranti proposte di piccole novità gastronomiche, quando un buon bicchiere di vino aggiunge la opportuna nota di ottimismo, che la fatica della giornata trascorsa tra le "fasce" (come si chiamano in Liguria le terrazze su cui si coltivano gli ulivi e si piantano gli orti) trova il suo giusto compenso e si ha la concreta percezione che quassù il tempo venga scandito da questi semplici ma intensi momenti.

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