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Vitello tonnato



Un secondo di carne semplice da fare, che piace di solito a grandi e piccoli, i cui componenti si possono preparare anche un giorno in anticipo, limitandosi ad allestire il piatto solo poco tempo prima di servirlo: l'importante e' che sia sempre fresco di frigo e con una bella presentazione (patatine fritte tagliate a fiammifero o pomodorini "datterini" tagliati a metà). In Piemonte viene servito come antipasto.

Ingredienti (per 6-8 persone):
  • 800 g di girello di vitello
  • 1 gamba di sedano
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 3 chiodi di garofano
  • 8 grani di pepe nero
  • 1 foglia di alloro
  • 1,700 l di acqua
  • 100 ml di vino bianco
  • sale q.b.
Ingredienti per la maionese:
  • 3 tuorli d'uovo
  • 350 ml di olio di semi
  • 250 g di tonno sottolio
  • 1 acciuga sotto sale
  • 1 cucchiaio di capperi sotto sale
  • 1 limone
  • sale q.b.
Come procedere:

mettete sul fuoco una pentola con 1,700 l di acqua, il sedano,  la carota e la cipolla, mondate e lavate, i chiodi di garofano, i grani di pepe, la foglia d'alloro, il vino bianco e il sale. Quando il brodo vegetale inizia a bollire mettetevi la carne e fate cuocere, a fuoco basso, con coperchio, per un'ora circa. A cottura ultimata, lasciate raffreddare la carne nel proprio brodo.

Preparate nel frattempo la maionese:  in una ciotola a bordi piuttosto alti mettete i 3 tuorli d'uovo e un pizzico di sale. Con la frusta elettrica, regolata sulla massima velocità, frullate dapprima per un paio di minuti solo i tuorli, poi proseguite aggiungendo l'olio, a filo e un po' per volta.
La maionese sar‡ pronta quando si presenter‡ ben solida e compatta.
Aggiungete il succo del limone, passato al colino, regolate di sale e mescolate bene con un cucchiaio.
Nel robot da cucina mettete il tonno privato del suo olio, l'acciuga dissalata e i capperi, sciacquati in acqua corrente.
Frullate il tutto, unite questo composto alla maionese e con un cucchiaio mescolate bene.
Con un coltello ben affilato tagliate la carne a fette molto sottili,
disponetele su un piatto da portata e ricopritele con la salsa tonnata.
Decorate il piatto a piacere e conservate in frigorifero prima di
servire.

Il vino: a me piace servirlo accompagnandolo con un bianco delle Cinque Terre o con un Pigato del Ponente ligure.

Buon appetito


Torta di noci e caffè



La ricetta mi è stata data di recente da un'amica bavarese dal nome altisonante, Waltraud, e non ho resistito alla tentazione di metterla subito in lavorazione. Il risultato a detta dei miei giudici più severi, marito, figlio e relativa compagna, è stato più che soddisfacente.

Ingredienti:
  • 160 g di burro o margarina
  • 4 uova intere
  • 300 g di zucchero
  • 300 g di farina "oo"
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 150 g di noci sgusciate
  • 250 cc di caffè preparato con la moka
  • una punta di cannella in polvere, se piace
Come procedere:

montate a neve le chiare d'uovo con lo sbattitore elettrico usando le fruste ancora pulite.
In un'altra ciotola mettete lo zucchero, la margarina, i tuorli d'uovo e sempre con lo stesso sbattitore frullate bene sino a quando non si sarà formata una bella crema.
Aggiungete ora, poco alla volta e continuando a frullare a velocità ridotta, la farina, le noci, sgusciate e tritate nel robot da cucina, il lievito ed eventualmente la cannella. Infine incorporate gli albumi precedentemente montati a neve e per ultimo versate, poco alla volta, il caffè che avrete preparato in anticipo e fatto raffreddare. L'impasto risulterà piuttosto liquido, ma non preoccupatevi.
Imburrate e infarinate una teglia per dolci del diametro di 27 cm, versatevi il composto
e fate cuocere, in forno preriscaldato, per 50-60 minuti a 180 gradi.
Fate raffreddare sulla griglia per dolci e appena il dolce sarà freddo, spolveratelo con abbondante zucchero vanigliato.
Potete decorare la ciambella con gherigli di noce e chicchi di caffe ricoperti
di cioccolato.
Se preparate la torta in inverno accompagnatela ad una cioccolata calda con panna montata, se la fate in estate presentatela con una pallina di gelato di crema messa sopra e, naturalmente, con un bicchierino di vino dolce: in Italia in materia c'è di che scegliere.

Buon dolce.

Lo scorrere del tempo a La Fascetta

Dicembre:
in inverno, quando il sole tramonta immergendosi letteralmente nel mare e marcando la lunga linea dell'orizzonte che va da Punta Manara (Sestri Levante) a Capo Mele (Laigueglia), il buio coglie quasi all'improvviso, che si sta ancora trafficando nell'orto o tagliando legna per il camino. Allora non resta che entrare in casa, in cucina, la stanza più calda ed accogliente, e lasciarsi avvolgere dal profumo del minestrone che sobbolle sornionamente sulla stufa a legna o abbandonarsi al suadente invito che proviene dalla focaccia al formaggio, quasi pronta nel forno: sono appena le cinque, ma non si resiste a questi richiami e viene subito un languorino, e la voglia d'andare a sbirciare tra le pentole. Subito dopo, ci si siede a tavola portandosi dietro un piatto, due posate e un bicchiere, quasi a mandare un segnale, si fa per dire, alla cuoca che capisce subito l'antifona e ad onor del vero la condivide. Inizia allora un rituale, che non ha bisogno di parole, che coinvolge entrambi, fatto di sguardi, segni di consenso, o di tacite richieste subito interpretate ed esaudite, come la voglia di una buona bottiglia di vino che faccia giusto onore a quanto di li a poco verrà "sciorinato" con una certa "nonchalance" sulla tavola. E' in questi momenti, quando si comincia a saltabeccare spizzicando di piatto in piatto, non facendo alcuna differenza tra avanzi intelligentemente rielaborati e fragranti proposte di piccole novità gastronomiche, quando un buon bicchiere di vino aggiunge la opportuna nota di ottimismo, che la fatica della giornata trascorsa tra le "fasce" (come si chiamano in Liguria le terrazze su cui si coltivano gli ulivi e si piantano gli orti) trova il suo giusto compenso e si ha la concreta percezione che quassù il tempo venga scandito da questi semplici ma intensi momenti.

Olive "Nonna Margherita" con menta, mollica di pane e aceto



Ho voluto chiamare così questo modo di preparare le olive perché è una variante, elaborata da mia suocera genovese di nascita ma vissuta a Siracusa, al modo in cui tradizionalmente in Sicilia si preparano le "alivi cunzati" (olive condite).

Cucina vegetariana: questa ricetta rientra nella dieta latto-ovo-vegetariana universalmente definita "classica".

Ingredienti:
  • 400 g di olive verdi siciliane
  • 80 g di mollica di pane
  • 1 mazzetto di menta (1 cucchiaio ca. di foglie di menta tritata)
  • 1 cuore di sedano
  • 1 mazzetto di prezzemolo (2 cucchiai ca. di prezzemolo tritato)
  • 100 ml di olio extra vergine di oliva
  • 50 ml di aceto buono
  • sale q.b.
Come procedere:

procuratevi delle vere olive verdi siciliane non condite, cioè di quelle in salamoia, mettete le olive in un colino, sciacquatele sotto l'acqua fredda e, dopo averle leggermente schiacciate con il pesta carne (a volte si trovano già schiacciate), privatele del nocciolo.
Nel robot da cucina mettete la mollica di pane, fatta rinvenire nell'aceto e strizzata, il sedano lavato e tagliato a pezzetti, il prezzemolo e la menta. Aggiungete l'olio extra vergine di oliva e tritate tutto.
In una ciotola mettete le olive snocciolate, versatevi sopra il composto che avete preparato, mescolate bene e regolate eventualmente di sale, tenendo presente che le olive sono già piuttosto salate.
Se necessario aggiungete ancora un po' d'olio extra vergine.
Queste olive così condite si accompagnano bene a delle crocchette di patate, o ad un sformato di patate, eventualmente con dentro della provola affumicata.

Buon appetito


Torta con fichi e caramello



E' periodo di fichi! Sempre in grande quantità e purtroppo non conservabili.
Dopo averne fatto marmellata e persino gelato, ho voluto provare a utilizzarli per fare un dolce: in pratica mi sono servita della stessa ricetta della Torta con ciliegie e caramello, aumentando leggermente le dosi di farina e zucchero e sostituendo i fichi alle ciliegie.
Il risultato non è affatto male, provatela!

Cucina vegetariana: questa ricetta rientra nella dieta latto-ovo-vegetariana universalmente definita "classica".

Ingredienti:
  • 200 g di farina
  • 200 g di zucchero
  • 3 uova
  • 100 ml di olio di oliva
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 cucchiaio di rum o altro liquore
  • 15 fichi
  • 50 g di mandorle 
Per il caramello:
  • 5 cucchiai di zucchero 
  • acqua, q.b. (per spruzzare leggermente lo zucchero)
Come procedere:

in una terrina mettete lo zucchero e le uova intere.
Con la frusta elettrica sbattete bene, fino ad ottenere un composto molto spumoso al quale incorporerete gradatamente la farina, continuando però a mescolare con la frusta elettrica regolata a velocità minima. Aggiungete nell'ordine, sempre mescolando a bassa velocità, l'olio, il cucchiaino di lievito passato al setaccio e il rum.
Ora, iniziate a preparare il caramello: distribuite lo zucchero sul fondo di una teglia di alluminio (24 cm di diametro), spruzzatelo leggermente con la mano bagnata d'acqua,  mettete la teglia sul fornello e a fuoco moderato controllate che si formi il caramello, avendo cura di muovere di tanto in tanto la teglia in modo che si distribuisca uniformemente sul fondo.
Appena il caramello si sarà raffreddato spargetevi sopra le mandorle, dopo averle sminuzzate leggermente nel robot da cucina, e distribuitevi a raggiera i fichi tagliati in 4 spicchi e con la parte della buccia rivolta verso l'alto (se la buccia non vi piace, potete mondarli). Versatevi sopra il composto di pasta preparato e fate cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per 50 minuti circa.
Appena sfornato, passate tutto intorno al dolce la lama di un coltello per essere sicuri che al momento di capovolgerlo sul piatto si stacchi facilmente e senza rompersi. Raccogliete con una spatolina l'eventuale caramello rimasto sul fondo della teglia e mettetelo sulla torta.

Buon dolce


Il vino: un Marsala Vergine Riserva, poco liquoroso e piuttosto secco grazie al modo in cui viene ottenuto, è il compagno ideale di questo dolce che nel ricorso ai fichi trova uno stretto legame con la tradizione dolciaria siciliana.

Pomodori al forno


E' un saporitissimo antipasto estivo che si può preparare il giorno prima e servire freddo o appena tiepido. L'importante è trovare dei pomodori che all'interno non siano troppo acquosi:
io ho usato un tipo che chiamano "Cencara".

Cucina vegetariana: questa ricetta rientra nella dieta latto-ovo-vegetariana universalmente definita "classica".

Ingredienti (per 8-10 persone):
  • 20 pomodori del tipo ovale
  • 3 spicchi d'aglio
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 50 g di capperi sotto sale
  • 1 peperoncino piccante
  • 150 ml di olio extra vergine di oliva
  • sale q.b.
Come procedere:

Tagliate i pomodori a metà, nel senso della lunghezza, privateli della loro polpa e metteteli a sgocciolare capovolti sul tagliere.
Mondate e lavate il prezzemolo, dissalate i capperi, sciacquandoli sotto l'acqua, sbucciate l'aglio e aggiungete il peperoncino. Tritate tutto con la mezzaluna, poi mettete il trito ottenuto in una ciotola e conditelo con abbondante olio extra vergine di oliva.
Ungete con un po' d'olio extra vergine una grande teglia e disponetevi sopra i mezzi pomodori con il lato tagliato rivolto verso l'alto, spargetevi sopra un po' di sale e infornate, a forno preriscaldato, per circa 50 minuti a 240°-260°. Quando i pomodori cominceranno ad appassire, tirate fuori la teglia e con un cucchiaino distribuite sui mezzi pomodori il condimento preparato prima. Reinfornate mantenedo la stessa temperatura fino a quando i pomodori non risulteranno ben appassiti.

Buon appetito

Caponata


E' un piatto che può essere utilizzato come antipasto, ma anche come contorno ad un secondo a base di carne (cotolette, rosbif, arrosto), o abbinandolo ad uno sformato di patate o a delle crocchette di patate.
La ricetta che vi propongo l'ho appresa in Sicilia, patria della caponata: E' uno dei modi, ma non il solo, in cui ho avuto modo di gustarla andando sull'Isola. Non vi nascondo che ogni volta che l'assaporo è come immergermi per un attimo in quella indimenticabile atmosfera, fatta di immagini, sapori, profumi e sensazioni, che solo in Sicilia ho avuto modo di assaporare.

Cucina vegetariana: questa ricetta rientra nella dieta latto-ovo vegetariana universalmente definita "classica".

Ingredienti (per 8-10 persone):
  • 1 kg di melanzane (io preferisco quelle lunghe perché in Liguria, dove vivo, le tonde che si trovano al mercato non sono così saporite come quelle che ho mangiato in Sicilia)
  • 800 g di peperoni
  • 600 g di pomodori maturi
  • 2 cipolle
  • 1 cuore di sedano
  • 200 g di olive verdi siciliane in salamoia (da snocciolare)
  • 50 g di capperi sotto sale
  • 5 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 1/2 bicchiere di aceto buono
  • 1 - 2 cucchiai di zucchero
  • sale q.b.
  • olio di oliva, per friggere
Come procedere:

lavate e tagliate a cubetti abbastanza grandi le melanzane. Friggetele in olio di oliva e fate assorbire l'olio in eccesso su carta da cucina.
Lavate e tagliate a pezzetti non troppo piccoli i peperoni, privandoli prima dei semi e dei filamenti interni. Friggeteli in olio di oliva e metteteli su carta da cucina per eliminare l'olio in eccesso.
Sbucciate, lavate e tagliate a fettine le cipolle, soffriggetele in un grande tegame con i 5 cucchiai di olio extra vergine di oliva e i 3 cucchiai di acqua, sino a quando non siano diventate trasparenti.
Aggiungete i pomodori tagliati a pezzetti, dopo averli immersi in acqua bollente per alcuni minuti per privarli della pelle.
Lavate, tagliate a pezzetti anche il cuore di sedano, aggiungetelo nel tegame e continuate a cuocere il tutto, mescolando di tanto in tanto, in modo da fare asciugare il pomodoro, ma lasciando che il sedano resti croccante.
A questo punto, aggiungete le melanzane e i peperoni fritti, le olive snocciolate e tagliate a pezzetti, e infine i capperi, dopo averli passati sotto l'acqua corrente per togliere loro il sale. Mescolate bene con un cucchiaio di legno, regolate di sale e fate insaporire il tutto per un paio di minuti.
Sciogliete ora lo zucchero in mezzo bicchiere di buon aceto e versatelo nel tegame per sfumare la caponata.
A cottura ultimata trasferitela in un grande piatto da portata e tenetela in frigorifero sino a poco prima di servirla: E' un piatto che va preparato un giorno avanti per dare modo ai diversi ingredienti di amalgamarsi fra di loro e raggiungere una perfetta armonia di gusti .

Il vino: ci vuole un vino corposo, ma carico dei sapori e profumi del Sud: Nero d'Avola, Primitivo di Manduria, Cirò rosso tanto per citarne alcuni.

Buon appetito

Mousse al cioccolato



L'occasione per fare questa mousse è nata dal fatto che avevo parecchia cioccolata in casa e, dato che evitiamo di mangiarne per non aggiungere altre calorie alla nostra "dieta" di per sè già troppo "calorosa", ho pensato bene che presentandola sotto forma di mousse avrei potuto eludere le conseguenze negative di questa proverbiale tentatrice.
Dubito di esserci riuscita, ma vi assicuro che il risultato val bene una tale furbizia.

Cucina vegetariana: questa ricetta rientra nella dieta latto-ovo-vegetariana universalmente definita "classica".

Ingredienti per la mousse (per 4 persone):
  • 100 g di cioccolato fondente (74%)
  • 3 uova
  • 20 g di zucchero a velo vanigliato
  • 50 ml di liquore Cointreau
  • 20 g di zucchero semolato
  • 125 ml di panna da montare
Ingredienti per decorare:
  • 125 ml di panna da montare
  • scaglie di cioccolata medio amara, per decoro
Come procedere:

separate i tuorli d'uovo dagli albumi. Con lo sbattitore elettrico pulito montate a neve per prima cosa gli albumi
incorporandovi lentamente lo zucchero semolato: gli albumi dovranno risultare durissimi. Con la stessa frusta elettrica (non occorre lavarla) montate la panna e, in un pentolino a bagnomaria, fate sciogliere la cioccolata.
In una terrina, mettete i tuorli che avete separato, aggiungete lo zucchero a velo vanigliato ed il Cointreau, e ancora con la frusta non lavata sbattete bene questi ingredienti. Ora, usando la bassa velocità, incorporatevi lentamente il cioccolato fuso. Riunite tutti gli ingredienti che avete montato in un unica terrina più grande e cioè: mettete insieme e nell'ordine, gli albumi montati a neve, i tuorli con il cioccolato e per ultimo la panna montata.
Sbattete ancora a velocità minima il tutto e dividete la mousse in quattro coppe.
Decorate con la panna rimasta e con scaglie di cioccolato.
Mettete in frigorifero almeno 3 ore prima di servire. E' una vera delizia.
Buon appetito
 

Ravioli di magro del Tigullio


A differenza dei ravioli di magro alla genovese, i ravioli che vengono fatti nel Levante Ligure, e in particolare nel Golfo del Tigullio, non hanno fra gli ingredienti del ripieno alcun tipo di carne ma solo verdure degli orti e, quando possibile, erbe selvatiche del posto (prebuggiún), oltre naturalmente l'immancabile borragine.

Ingredienti per la pasta (per 6 persone):
  • 500 g di farina "00" di grano tenero calibrata per sfoglie
  • 4 uova
  • 30 ml di vino bianco
  • 1/2 cucchiaino di sale
Ingredienti per il ripieno:
  • 700 g circa di bietole, borragine o spinaci, e prebuggiún, in parti uguali
  • 200 g di ricotta
  • 100 g di parmigiano grattugiato
  • 40 g di burro
  • 2 uova
  • noce moscata q.b.
  • sale e pepe q.b.
Come procedere:

preparate la pasta, mettendo la farina in una ciotola e facendovi al centro un piccolo cratere dove metterete le uova, il sale e il vino bianco.
Con una forchetta sbattete le uova e iniziate ad amalgamarle alla farina, aggiungendo se necessario un po' d'acqua. Trasferite l'impasto sulla spianatoia e impastate a mano per una decina di minuti. Fate attenzione, perché la pasta deve essere piuttosto consistente: se risultasse troppo morbida e appiccicosa aggiungete della farina.
Mettete a riposare l'impasto per circa un'ora, coperto da una terrina.
Nell'attesa preparate il ripieno: pulite, lavate e sbollentate in acqua e poco sale la verdura, scolatela al dente e fatela raffreddare. Appena fredda, strizzatela molto bene e tritatela finemente con la mezzaluna.
In una ciotola mettete la verdura tritata, la ricotta, il parmigiano grattugiato, le uova, il burro fatto sciogliere nel microonde, una grattatina di noce moscata, il sale e il pepe, ed amalgamate bene il tutto.
Stendete la pasta, con la macchinetta o con il mattarello, in sfoglie piuttosto sottili.
Se usate la macchina, dividete la pasta in pezzi, quindi infarinate, appiattite leggermente con la mano e passate ogni singolo pezzo almeno due o tre volte tra i rulli, riducendo gradatamente la distanza fra di essi.


Una volta formate le varie strisce di sfoglia (vedi foto), stendete con un coltello su una di esse uno strato di ripieno, ricoprite con un'altra sfoglia e infarinate bene la superficie. Ora fate rotolare, premendo con forza, l'apposito mattarello per ravioli sopra la sfoglia ripiena in modo che si formino i ravioli (vedi foto). Infine, servendovi della rotella tagliapasta, ritagliate vostri ravioli (vedi foto). Ripetete l'operazione sino ad aver esaurito tutte le sfoglie. Se avanzasse del ripieno potete utilizzarlo per fare dei "malfatti".
Cuocete in abbondante acqua salata per pochi minuti e condite i ravioli a piacere: con burro e salvia, con salsa di noci, con un sugo di funghi, con un buon ragù o con una semplice salsa di pomodoro.

Buon appetito.

Pane di Pasqua



Sia pure in leggero ritardo, vi propongo un'idea per rendere più attraente la tavola nel giorno di Pasqua.
In realtà, questo modo di presentare il pane fatto in casa, ritengo possa essere valido per una qualsiasi altra occasione per fare un po' di scena, naturalmente cambiando il decoro.

Ingredienti:
  • 1,3 Kg di farina "O" (oppure 700 gr. di farina "O" e 600 gr. di farina di semola di grano duro)
  • 0,75 l di acqua
  • 15 ml di olio extravergine di oliva
  • 2 cubetti di lievito di birra
  • 3 cucchiaini di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • farina q.b. (da usare mentre si lavora l'impasto sulla spianata)
Come procedere:

preparate la "fontanella", ovvero mettete la farina in un contenitore formando un piccolo cratere al centro dove sbriciolerete il lievito. Sopra il lievito mettete lo zucchero e coprite con una parte dell'acqua. A questo punto, spargete sul cratere un leggero strato di farina che preleverete dai bordi (vedi foto).
Per ultimo spargete il sale lungo i bordi del cratere evitando che vada a contatto dell'acqua e del lievito, perché in tal caso la lievitazione verrebbe rallentata.
Il tempo della lievitazione dipende dalla temperatura ambientale, per questo, specie d'inverno, conviene tenere il contenitore con l'impasto in luogo non freddo.
Quando il lievito sarà gonfio, come nella foto, iniziate a mescolare lentamente con una forchetta incorporando via via la farina del bordo, amalgamandola con la parte centrale e aggiungendo gradatamente l'acqua restante e l'olio.
Quando l'impasto sarà diventato una palla omogenea e abbastanza morbida toglietelo dalla ciotola e continuate ad impastare a mano per circa 10 minuti su una spianata spolverata di farina (quantità extra-dose).
Quando avrete ottenuto un impasto omogeneo e morbido, spolverate sopra e sotto con farina e coprite con un canovaccio.
Lasciate lievitare fino a quando la palla di pasta non sarà quasi raddoppiata di volume.
Adesso tagliate la pasta in due parti uguali, quindi, evitando di lavorarle eccessivamente, tirate con le mani ogni singola parte in modo da allungarle per poi intrecciarle insieme, dando infine alla treccia la forma finale a ciambella.
Mettete la ciambella su una placca da forno spolverata di farina, coprite con un canovaccio e lasciate lievitare ancora per almeno mezz'ora e comunque fino a quando la ciambella non sarà di nuovo leggermente rigonfia.
Infornate a forno preriscaldato a 260° per 10 minuti, quindi abbassate a 230° e proseguite la cottura per altri 30-40 minuti. Naturalmente il controllo visivo è il sistema migliore per valutare il punto di cottura ottimale.
Decorate a piacere o, se volete, come sulla foto.

Buon appetito e tanti Auguri

Ciambella di Pasqua


 

L'avvicinarsi della Pasqua è solo un motivo in più per preparare una dolce come questo, che possa sostituire degnamente la classica "colomba", quando non c'è, e rendere più completo il menùpasquale.
Questa ciambella, a cui per l'occasione ho dato il nome di "Ciambella di Pasqua", in realtà può essere preparata durante tutto l'anno, per qualsiasi ricorrenza, basta saperla presentare in modo adeguato: personalmente la faccio spesso come dolce da colazione. Non è molto impegnativo da preparare e se si seguono le indicazioni della ricetta riesce sempre bene.

Ingredienti:
  • 400 g di farina "00"
  • 300 g di zucchero
  • 150 g di burro
  • 4 uova
  • 100 g di uvetta
  • 125 ml di latte
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 2 bustine di vanillina
  • 1/2 fialetta di essenza di arancia 
  • pinoli, mandorle, granella di zucchero per la copertura
Come procedere:

come prima cosa, sbattete bene con la frusta elettrica gli albumi d'uovo a neve e teneteli da parte.
In un altro recipiente, dove avrete messo i tuorli separati precedentemente dagli albumi, aggiungete lo zucchero e il burro tagliuzzato a pezzetti, quindi con la frusta elettrica sbattete sino a quando non avrete ottenuto una crema spumosa. Mettete ora il lievito, la vanillina, le gocce di essenza di arancio e un po' per volta, alternandoli, la farina e il latte.
Aggiungete, dopo averla ben strizzata, l'uvetta precedentemente messa ad ammollare in acqua tiepida, amalgamate bene e per ultimo incorporate le chiare d'uovo a neve, servendovi di un cucchiaio di legno ed eseguendo un movimento dal basso verso l'alto, in modo che l'impasto rimanga spumoso.
Imburrrate e infarinate una teglia a forma di ciambella di cm.26 di diametro, versatevi l'impasto, cospargete la superficie di pinoli (2 cucchiai), di  mandorle (3 cucchiai, sminuzzate nel robot da cucina insieme a 2 cucchiai di zucchero) e di granella di zucchero (3 cucchiai). Cuocete per un'ora circa a forno preriscaldato (180°). Sfornate, levate la ciambella dalla teglia e mettetela a  raffreddare su una griglia per torte.
Per la presentazione vi consiglio d'arricchirla con qualcosa di tipicamente pasquale: la foto è un po' povera, ma ero impegnata su troppi fronti, per preparare il pranzo di Pasqua. Potreste, ad esempio, riempire il buco centrale con fili d'erba verde, con sopra un uovo sodo colorato, a mo' di nido d'uccelli e contornare tutta la ciambella con ovette di cioccolato.

Buon appetito e tanti Auguri.

Cocktail di gamberi in salsa rosa


E' un antipasto a cui spesso si ricorre quando si vuol preparare un menù di mare. Fattori importanti per un buon risultato sono: dei gamberi freschissimi, una salsa rosa ben dosata e una fantasiosa presentazione del piatto.

Ingredienti (per 4 persone):
  • 600 g di gamberi freschi
  • 250 g di maionese
  • 80 g di ketchup
  • 30 g di senape
  • 1/2 cucchiaino di paprika forte
  • 1 cucchiaio di Worcester
  • 1/2 bicchiere di cognac
  • qualche foglia di lattuga
Come procedere:

lavate i gamberi mettendoli in un colino e passandoli rapidamente sotto l'acqua fredda.
Lessateli in una pentola con acqua leggermente salata, versandoveli non appena l'acqua bollirà e lasciandoveli per non più di 2 o 3 minuti. Scolateli e fateli raffreddare.
Nel frattempo preparate la salsa rosa: mettete in una salsiera la maionese, il ketchup, la senape, la paprika, il cucchiaio di Worcester e il cognac. Mescolate bene e riponete la salsa rosa in frigorifero. Sgusciate gamberi, che nel frattempo si saranno raffreddati. Lavate e asciugate alcune foglie di lattuga, tagliatele a striscioline sottili e disponetele sul fondo delle coppe che userete per servire il cocktail di gamberi (se volete rendere più stuzzicante il piatto, disponete sui bordi delle coppe del ravanello rosso tagliato a dischetti sottili). Versate due cucchiai scarsi di salsa rosa sull'insalatina, disponetevi sopra i gamberi, mettete dell'altra salsa e decorate mettendo in cima un gambero per coppa.
Un buon Prosecco di Valdobbiadene Brut contribuirebbe in modo fondamentale ad esaltare il profumo di mare di questo delicatissimo antipasto.

Buon appetito.

Crostata con marmellata, noci, mandorle e pinoli



La crostata è un dolce facile e veloce da preparare, adatto ad ogni occasione, e per quanto riguarda la farcitura non dovete altro che scegliere la marmellata che più vi piace.
Oggi vi propongo la crostata con marmellata di fichi arricchita con noci, mandorle e pinoli.

Ingredienti:
  • 300 g di farina "00"
  • 125 g di zucchero 
  • 150 g di burro
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • buccia grattugiata di mezzo limone
  • 350 g di marmellata di fichi
  • 50 g di gherigli di noci
  • 50 g di mandorle pelate
  • 50 g di pinoli
Come procedere:

in una ciotola mettete la farina, il pizzico di sale, il lievito setacciato e lo zucchero; miscelate rapidamente con la forchetta e aggiungete il burro, continuando a mescolare fino ad amalgamarlo con il resto; incorporate l'uovo e proseguite impastando a mano sulla spianata, non troppo a lungo perché il calore delle mani scioglierebbe il burro.
Avvolgete la pasta con della pellicola trasparente e mettetela a riposare in frigorifero per mezzora.
Una volta tolta la pasta dal frigo mettetene da parte 1/3, che servirà alla fine per la griglia di copertura.
La restante pasta ponetela fra due fogli di carta da forno e stendetela con il mattarello in modo da darle la forma della teglia, a bordo basso, che userete per cuocere la crostata. La pasta stesa deve avere 1 cm circa di spessore. In questo caso ho usato una teglia rotonda di cm 30 di diametro.
Rivestite il fondo della teglia con un foglio di carta da forno leggermente più grande, in modo che fuoriesca un po' dal bordo, poggiatevi sopra il disco di pasta, ritagliate con la forbice la carta in eccesso che fuoriesce dal bordo, ricoprite la superficie della pasta di marmellata, tranne che per circa un centimetro tutto intorno al bordo. Distribuitevi sopra le noci, le mandorle e i pinoli, ed infine fate dei rotolini, con la pasta che era stata messa da parte, e disponeteli sulla crostata in modo da formare la tipica griglia.
Infornate a forno preriscaldato a 200° per circa 30 minuti.
Noi di casa siamo soliti bere, insieme alla crostata, un bicchierino di passito: una vera scoperta, fatta di recente, è stato il Camplongh, un passito di moscato prodotto a Barbaresco che offre il caratteristico profumo dell'uva da cui viene ottenuto, accompagnato da un sapore dolce e intenso.

Buon appetito.

Gattafin del Balilla



E' un piatto tipico della gastronomia ligure, originario di Levanto (La Spezia), poco conosciuto con questo nome nel resto della Regione, dove invece si possono trovare prodotti analoghi chiamati in altro modo: ravioli alla brace, ravioli fritti o "barbagiuai". Fra tutti preferisco senza dubbio i "gattafin" che, in occasione del 150° della nostra Italia, ho voluto battezzare con il nome del giovane eroe genovese "Balilla".

Cucina vegetariana: questa ricetta rientra nella dieta latto-ovo-vegetariana universalmente definita "classica".

Ingredienti per la pasta (per 4-5 persone):
  • 400 g di farina "00"
  • 180 ml di acqua
  • 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 1/2 cucchiaino di sale
Ingredienti per il ripieno:
  • 700 g di bietole
  • 100 g di ricotta
  • 1 scalogno o cipolla dolce
  • 2 uova
  • 4 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 cucchiaio di maggiorana fresca
  • noce moscata q.b.
  • sale q.b.
  • olio di oliva per friggere
Come procedere:

mettete in una terrina la farina, il sale, l'acqua, l'olio extra vergine di oliva e con una forchetta amalgamate questi ingredienti fino a formare una palla.
Trasferite l'impasto sulla spianatoia e impastate ora a mano fino ad ottenere una pasta liscia ed omogenea.
Lasciate riposare la pasta coperta da una terrina per un'ora circa.
Nel frattempo preparate il ripieno: pulite, lavate le verdure, bollitele per un paio di minuti in acqua con un po' di sale. Scolatele, e quando si saranno raffreddate strizzatele e tagliatele grossolanamente con la mezzaluna. Tagliate finemente lo scalogno e fatelo rosolare in una padellina con 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva.
In una terrina mettete la verdura tritata, lo scalogno soffritto, la ricotta, il parmigiano grattugiato, la maggiorana fresca tritata una grattatina di noce moscata. In una ciotolina sbattete leggermente
con una forchetta le uova e versatele nella terrina insieme agli altri ingredienti.
Regolate di sale ed amalgamate bene il tutto.
Ora stendete la pasta con il mattarello o con la macchina per la pasta: lo spessore della sfoglia non dovrà superare i 3 millimetri. Servendovi di un coppapasta o di un bicchiere del diametro di circa 8 - 10 cm. ritagliate dei dischi, ponetevi al centro un cucchiaino di ripieno, ripiegate la pasta sul ripieno, dando ai "gattafin" la classica forma a mezzaluna, e schiacciate con le dita sui bordi in modo da saldare i due lembi di pasta fra di loro.
Friggete i "gattafin" in abbondante olio di oliva e metteteli via via su carta da cucina per far assorbire l'olio in eccesso.
Serviteli subito ben caldi, cospargendovi sopra un po' di sale.

Buon appetito.

Zuppa con pattypan squash e altre verdure


Non conoscevo questo tipo di zucca, poco nota in Italia, dalla forma strana e un po' "cartoonistica", sino a quando un carissimo amico italo-americano non me l'ha portata in regalo invitandomi a trasformarla in qualcosa che fosse non solo commestibile, ma anche gradevole. Il risultato, secondo il giudizio di chi l'ha mangiata, ha superato ogni mia aspettativa.
Se avete voglia di una zuppa fuori dai soliti schemi, vi consiglio di provarla.

Cucina vegetariana: questa ricetta rientra nella dieta latto-ovo-vegetariana universalmente definita "classica".

Ingredienti (per 6 persone):
  • 1 zucca pattypan squash (circa 600 g)
  • 1 sedano rapa (circa 600 g)
  • 2 rape
  • 2 porri
  • 1 carota grossa
  • 1 gambo di sedano
  • 1 patata media
  • 1 pezzo di zenzero da grattugiare
  • 1 cucchiaino di cumino
  • 1/2 cucchiaino di noce moscata
  • 1 cucchiaio di yogurt
  • 1,7 l di acqua
  • sale e pepe q.b.
  • 50 g di burro
  • 50 g di farina
Come procedere:

pulite tutte le verdure: private della buccia la pattypan, pelate il sedano rapa, le rape, la carota e la patata, tagliate la parte verde più dura dei porri ed eliminate i filamenti esterni della gamba di sedano. Lavate e tagliate in piccoli pezzi tutte le verdure. In una pentola, dove preparerete la minestra, fate sciogliere il burro, aggiungete la farina e mescolate con un cucchiaio di legno sino ad ottenere una roux (LINK Wiki) di colore nocciola chiaro. Versate gradatamente tutta l'acqua, mescolando continuamente per evitare la formazione di grumi. Aggiungete tutte le verdure tagliate a pezzetti, il cumino ed infine grattugiate nella pentola lo zenzero e la noce moscata. Regolate di sale e pepe, e fate cuocere la zuppa, coperta con coperchio, a fuoco basso per circa un'ora e mezza. A cottura ultimata, a fuoco spento, incorporate 1 cucchiaio di yogurt. Servite la zuppa calda con crostini di pane e una grattugiata di zenzero sopra.

Buon appetito.

Coppa tricolore con fragole, yogurt e meringa


Dolce fresco e invitante, dai colori intensi che mi hanno subito ricordato la nostra bandiera.
Velocissimo da preparare e dall'esito garantito.

Ingredienti (per 8 persone):
  • 500 gr di fragole
  • 500 gr di yogurt consistente (tipo yougurt greco colato)
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 250 gr di meringhe
  • foglie di menta, meglio se candite
Come procedere:

lavate le fragole, privatele del picciolo e frullatele con lo zucchero in modo da ottenere una salsa omogenea. Preparate in un piatto le meringhe sbriciolate grossolanamente.
Disponete davanti a voi le otto coppe, quindi iniziate a comporle seguendo quest'ordine:
sul fondo di ognuna mettete uno strato di meringa sbriciolata, coprite con uno/due cucchiai di salsa di fragole, seguito da una pari quantità di yogurt e di nuovo da un bello strato di meringa, finite con salsa di fragole e grosse briciole di meringa. Decorate con foglie di menta fresche, meglio se candite.

Buon compleanno Italia.

Tonno impanato con cipolle in agrodolce


La prima volta che ho mangiato il tonno cucinato così è stato l'anno scorso in Sicilia, a Marsala, in una trattoria in riva al mare, e da allora mi ero sempre ripromessa di provare a farlo sperando di riuscire a riprodurre, o almeno ad avvicinarmi, a quell'equilibrato e ricco accostamento di gusti che avevo trovato in quel piatto. Probabilmente, come spesso accade, la magica atmosfera di certi posti, e la Sicilia ne è ricca, può aver esaltato il ricordo del piacere provato nel mangiare quel tonno, ma vi assicuro che era veramente buono. Provate a
preparare il tonno secondo questa ricetta e ditemi se ne è valsa la pena.

Ingredienti:
  • 400 g di tonno
  • 100 g di pangrattato
  • 2 cipolle
  • 1 spicchio di aglio
  • 50 ml di aceto di vino
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 100 ml di olio extra vergine di oliva
  • 1 cucchiaino di prezzemolo tritato
  • sale e pepe q.b.
Come procedere:

Lavate rapidamente sotto l'acqua fresca i tranci di tonno, lasciateli scolare bene nel colapasta e dopo asciugateli con carta da cucina.
In un piatto piano mettete il pangrattato, l'aglio e prezzemolo tritati finemente, e un cucchiaio di olio extra vergine di oliva; mescolate e impanate i tranci di tonno.
In una padella piuttosto larga mettete l'olio extra vergine di oliva in modo da ricoprirne l'intera superficie. Portate a temperatura e soffriggete a fuoco moderato, 4 minuti per lato, i tranci di tonno impanati.
In un'altra padella, abbastanza capiente da poter poi contenere anche il tonno, versate 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva e 2 cucchiai d'acqua, e mettetevi a soffriggere le cipolle tagliate finemente.
Quando la cipolla sarà ben appassita, spegnete con l'aceto, in cui avrete sciolto i due cucchiaini di zucchero, regolate di sale e trasferite le fette
di tonno nella padella, proseguendo la cottura a fuoco lento e con coperchio, 4 minuti per parte (se necessario, potete aggiungere un po' d'acqua).
Trasferite le trance di tonno sul piatto da portata mettendo sopra ad ognuna qualche cucchiaio della cipolla in agrodolce.

Buon appetito.

Spaghetti alle vongole


Preparare questo primo di mare non è affatto difficile basta seguire con cura tutte le diverse fasi della preparazione. Naturalmente, quando si tratta di realizzare ricette a base di frutti di mare, la qualità e la freschezza dell'ingrediente principale sono fattori determinanti per una perfetta riuscita del piatto. In questo caso, se avete la possibilità di trovare delle vere "vongole veraci", buona parte del successo è assicurata.

Ingredienti (per 4 persone):
  • 1 kg di vongole veraci o una confezione di vongole surgelate da 400 g
  • 2 spicchi d'aglio
  • 1 peperoncino
  • 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • 350 g di spaghetti
Come procedere:

ricordatevi di fare spurgare le vongole lasciandole per l'intera notte in un contenitore con acqua e sale.
Il giorno dopo, prima di iniziare la cottura vera e propria, mettete le vongole in un tegame, a fuoco vivace, coperte con un coperchio, avendo cura di toglierle non appena si saranno aperte. Sgusciate le vongole, lasciando intere solo quelle che vi serviranno per decorare il piatto, e mettetele da parte, al caldo, insieme al liquido di cottura, filtrato con un telo.
In una wok, soffriggete leggermente, con i 4 cucchiai d'olio, l'aglio e il peperoncino tagliuzzati. Versatevi dentro il liquido filtrato, fatelo restringere leggermente e aggiungete le vongole sgusciate, che non dovranno cuocere più di 4-5 minuti. Spegnete con il vino bianco e per ultimo aggiungete il prezzemolo tritato, che come sapete non deve mai cuocere.
Ora fate cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli ancora al dente, e versateli direttamente nella wok insieme alle vongole per farli insaporire, quindi irrorate con un filo d'olio extra vergine. Trasferite su un piatto da portata preriscaldato, cospargete con prezzemolo tritato e guarnite servendovi delle vongole con il guscio che avete tenuto da parte.
Servite su piatti anch'essi preriscaldati nel microonde.
Suggerimento: se usate vongole surgelate è preferibile insaporire il condimento con 8-10 pomodorini, privati della pelle, dopo averli immersi per un paio di minuti in acqua bollente, e aggiunti subito dopo aver soffritto l'aglio e il peperoncino.

Buon appetito.

Crêpes con ripieno di ricotta


Questa ricetta mi è stata tramandata da mia suocera, genovese di nascita ma vissuta per buona parte della sua vita in Sicilia, indubbia buongustaia e cuoca per passione. In questo piatto è riuscita a coniugare perfettamente le crêpes (crespelle, in italiano) con ingredienti e gusti tipicamente meridionali. È un secondo che vi consiglio di provare.

Cucina vegetariana: questa ricetta rientra nella dieta latto-ovo-vegetariana universalmente definita "classica".

Ingredienti (per 6-8 persone):

  • 6 uova
  • 3 cucchiai di farina "00"
  • 130 ml di latte
  • 600 g di ricotta
  • 9 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 2 cucchiai di prezzemolo tritato
  • 1 spicchio d'aglio
  • 750 g di passata di pomodoro
  • olio extra vergine di oliva q.b.
  • sale e pepe q.b.

Come procedere:

in una ciotola frullate con il minipimer le uova, la farina il latte e quanto basta di sale, quindi in una piccola padella antiaderente, appena unta con un filo d'olio extra vergine di oliva, versate un mestolino del composto e iniziate a preparare le crêpes cuocendole, a fuoco moderato, da entrambe i lati e proseguendo sino a che non avrete esaurito tutto il composto. Con le dosi suggerite si fanno 10 crêpes.
Ora preparate il ripieno: mettete in una terrina la ricotta, il parmigiano grattugiato, il prezzemolo tritato, l'aglio schiacciato, il sale e il pepe. Mescolate bene e iniziate a farcire mettendo il ripieno solo lungo l'asse centrale delle crêpes, come a formare un rotolino di ricotta, e proseguendo sino a che non avrete esaurito tutto il composto. Arrotolate ogni crêpe attorno al ripieno e disponetele affiancate in una pirofila, dopo avere messo sul fondo un discreto strato di passata di pomodoro. Ricoprite infine la superficie con la passata di pomodoro avanzata, spolverate con 4-5 cucchiai di parmigiano grattugiato, irrorate con un filo d'olio extra vergine di oliva e gratinate in forno preriscaldato a 230 gradi per circa 30 minuti.
Trasferite le crepes su un piatto da portata e servitele tiepide, guarnendo a piacere.

Buon appetito.

Arrosto di maiale con insalata di cavolo


Questo piatto è un misto fra la cucina italiana e quella austriaca, sia per la presenza del kummel, o cumino, che per il contorno di Krautsalat, per noi insalata di cavolo. Per quanto riguarda il tipo di carne di maiale da usare, vi suggerisco di prendere l'arista disossata anzichè la lonza, che una volta cotta risulta leggermente più asciutta.

Ingredienti (per 4-5 persone):
  • 700 g di carne di maiale (arista disossata, o lonza)
  • 1 cavolo cappuccio
  • 1 cucchiaino di farina
  • 20 g di burro
  • 100 ml di latte
  • 150 g di pancetta a cubetti
  • 2 cucchiai di cumino (kümmel)
  • 1 spicchio d'aglio
  • vino bianco secco q.b.
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • aceto diluito con un po' d'acqua q.b.
  • sale e pepe q.b.
  • olio extra vergine di oliva q.b
Come procedere:

legate la carne con dello spago da cucina, praticate in diversi punti dei taglietti e inseriretevi dentro l'aglio tagliato in piccoli spicchi. Cospargete di sale, pepe e cumino tutto il pezzo di carne, quindi mettete l'arrosto in una pirofila, irroratelo con un po' di olio extra vergine di oliva e fate cuocere, in forno preriscaldato a 200 gradi, per 2 ore circa, avendo cura di rigirarlo di tanto in tanto. A metà cottura bagnate con il vino bianco.
Mentre l'arrosto finisce di cuocere, preparate una roue: in un pentolino fate sciogliere il burro, aggiungetevi, mescolando, la farina e di seguito i 100 ml di latte e un po' di sale. Se la roue risultasse troppo densa, potete aggiungere un po' d'acqua.
Quando l'arrosto sara' cotto, togliete lo spago, mettete la carne su un tagliere, filtrate il sugo di cottura con un colino e aggiungetelo alla roue. Mescolate, regolate di sale e tenete bene in caldo fino al momento di servire, presentando l'arrosto tagliato a fette e la salsa in una salsiera.
Preparate ora la insalata di cavolo, o Krautsalat: lavate il cavolo cappuccio e tagliatelo a striscioline. Portate ad ebollizione una grande pentola con l'acqua, come per far bollire la pasta, aggiungetevi il sale e un cucchiaio di cumino Versatevi dentro il cavolo tagliato, coprite con un coperchio e appena si alza il bollore, spegnete e scolate il cavolo lasciandolo un po' umido. Condite, in una insalatiera, con l'olio extra vergine di oliva, la pancetta fatta rosolare in una padellina e l'aceto, mescolato prima in un bicchiere con lo zucchero e un po' d'acqua.
Servite l'insalata di cavolo ((Krautsalat) come contorno all'arrosto di maiale.
E' di prammatica innaffiare un piatto come questo con dell'abbondante birra "Pilsner", o se piace della "Weizen".

Buon appetito.

Insalata di arance e finocchi


Piatto tipicamente siciliano può servire da antipasto o da contorno ad una pietanza a base di carne. Personalmente lo preferisco come entrée, in particolare dopo un saporito arrosto di maiale come aiuto per sgrassare la bocca. L'abbinamento fra tre gusti così diversi fra loro risulta poi perfetto e fresco.

Ingredienti:
  • 3 arance
  • 1 finocchio
  • 1-2 cipollotti
  • 15-20 olive nere in salamoia
  • olio extra vergine di oliva q.b.
  • aceto di vino, o condimento balsamico, q.b.
  • sale e pepe q.b.
Come procedere:

Pelate al vivo le arance e tagliatele a fette sottili.
Lavate il finocchio e tagliate anche questo a fettine sottili, nel senso della lunghezza.
Disponete le fette di arance e di finocchio sul piatto da portata, alternandole e sovrapponendole leggermente fra di loro.
Condite con olio extra vergine di oliva e un po' d'aceto (meglio se disponete di un buon aceto balsamico), regolate di sale e pepe, aggiungete le olive nere e guarnite a piacere.

Buon appetito.

Pasticcio di radicchio rosso


Purtroppo qui da noi, in Liguria, i meravigliosi radicchi rossi del Veneto non si riescono a coltivare e quando al mercato iniziano a vedersi sui banchi dei fruttivendoli viene subito voglia di comprarli per rendere più ricche le nostre insalate miste, ma ancor più per preparare un buon risotto o uno squisito "Pasticcio". La mia ricetta, da quanto ho avuto modo di leggere e di constatare di persona in Veneto, è una versione "light" di quella originale ma non per questo meno gustosa, anzi il fatto che sia meno sostanziosa permette, a buone forchette come siamo noi de "La Fascetta", di abbondare nelle porzioni. Provate e mi saprete dire.

Ingredienti (per 6 persone):
  • 350 g di lasagne fresche
  • 800 g di radicchio rosso (meglio se di Treviso)
  • 1 cipolla media
  • 100 ml di vino bianco secco
  • 130 g di parmigiano grattugiato
  • 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • burro q.b.
Per la besciamella:
  • 80 g di burro
  • 50 g di farina "00"
  • 1 l di latte
  • noce moscata e sale q.b.
Come procedere:

pulite e tagliate a fette sottili la cipolla, fatela soffriggere in una wok, o in un tegame capiente, con 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva.
Mondate il radicchio e tagliatelo a striscioline, aggiungetelo nella wok, insieme alla cipolla, e fate brasare a fuoco moderato, a tegame scoperto. Quando il radicchio si presenterà completamente appassito, versate il vino bianco e proseguite la cottura, sempre a tegame scoperto, sino a che tutto il liquido non si sara' asciugato.
Ora, preparate la besciamella: fate sciogliere il burro in un tegame, aggiungetevi la farina e amalgamatela bene mescolando continuamente con un cucchiaio di legno.
Versate gradatamente il latte caldo continuando a mescolare, regolate di sale e di noce moscata, portate ad ebollizione e lasciate cuocere la besciamella solo per un paio di minuti. La besciamella non dovrà essere troppo densa, meglio se tendente al liquido.
Lessate un po' per volta in abbondante acqua salata le lasagne, scolatele via via con la schiumarola e mettetele in una ciotola capiente dove avrete messo dell'acqua fredda e un po' di sale (in questo modo le lasagne saranno più facilmente maneggiabili)(vedi foto).
Togliete le lasagne dall'acqua fredda, e disponetele su un canovaccio pulito.
Ripetete questa operazione, fino a che avrete cotto tutte le lasagne.
Imburrate una grande pirofila (cm 24x35 circa), disponete sul fondo un primo strato di lasagne, poi uno strato del radicchio brasato e sopra abbondante besciamella (vedi foto). Spolverate con parmigiano grattugiato e proseguite in questo modo sino ad esaurire tutti gli ingredienti.
Per dare maggiore consistenza allo strato superiore, disponete le ultime lasagne in modo che si sovrappongano una sull'altra, avendo cura di mettere fra di loro dei fiocchetti di burro (vedi foto).
Terminate con uno strato di besciamella, una spolverata di parmigiano grattugiato ed altri fiocchetti di burro.

Infornate in forno preriscaldato a 200° per circa 40-45 minuti: controllate che sulla parte superiore si sia formata una bella crosticina dorata.
Consiglio una buona bottiglia di Cabernet Souvignon di Breganze.

Buon appetito.

Tiramisù all'arancia


Questo dolce fa parte del "menù all'arancia" che mi è venuto voglia di realizzare quando,qualche giorno fa, ho cucinato per la prima volta il "risotto all'arancia", seguito poi dalla ricetta del "coniglio all'arancia". Quanto prima completerò il menù con una "insalata di arance e finocchi alla siciliana", con l'augurio che tra questi piatti di ispirazione meridionale possiate trovare qualche valido suggerimento.

Ingredienti:
  • 200 g di savoiardi
  • 3 tuorli d'uovo
  • 8 cucchiai di zucchero
  • 2 cucchiai di fecola o di maizena
  • 500 ml di spremuta di arance
  • 200 ml di panna fresca da montare (con l'aggiunta di 1 cucchiaino di zucchero)
  • 6 cucchiai di "Cointreau"
  • 1 bustina di gelatina
  • 1 arancia
  • 3 cucchiai di zucchero, per il caramello
Come procedere:

Predisponete subito la gelatina seguendo le istruzioni che troverete sul retro della bustina, quindi versatela, ancora liquida, in una forma da plum cake (circa cm. 25x11) e fatela consolidare in frigorifero.
Preparate adesso la crema: mettete in un pentolino, stretto e alto, 6 cucchiai di zucchero, 2 cucchiai di fecola (o maizena) e 3 tuorli d'uovo. Con un cucchiaio di legno sbattete energicamente fino ad ottenere una crema spumosa. Aggiungetevi, gradatamente e mescolando di continuo, 400 ml di spremuta d'arance.
Ora fate cuocere a bagnomaria la crema così ottenuta, senza farla bollire e continuando a mescolare.
Lasciate raffreddare ed aggiungete 1 cucchiaio di Cointreau.
Montate la panna con il minipimer aggiungendovi 1 cucchiaino di zucchero.
Trasferite in una ciotola la crema raffreddata e incorporatevi delicatamente la panna montata.
Preparate adesso la bagna per inzuppare i savoiardi: versate in una terrina i 100 ml rimasti di spremuta d'arance, aggiungetevi 2 cucchiai di zucchero e 5 cucchiai di Cointreau, quindi mescolate bene per far sciogliere lo zucchero.
Pelate al vivo 1/2 arancia e ricavatene 4 mezze fette.
Mettete sul fuoco un pentolino con 3 cucchiai di zucchero e 1 cucchiaino d'acqua, e mescolando continuamente preparate il caramello in cui vanno immerse le 4 mezze fette d'arancia che lascerete a raffreddare su un foglio di carta da forno.
A questo punto, tirate fuori dal frigo la forma da plum cake e posate le mezze fette d'arancia caramellate sulla gelatina ormai solidificata.
Iniziate ora a comporre il tiramisu' mettendo sopra la gelatina e le arance caramellate uno strato della crema preparata prima, quindi uno strato di savoiardi imbevuti nella bagna, di nuovo uno strato di crema e cosi' via fino a riempire la forma da plumcake.
Coprite con pellicola trasparente e mettete in frigorifero per almeno 6 ore.
Per finire, scaravoltate il tiramisù, mettendo sopra la forma da plum cake il piatto da portata con cui presenterete il dolce e rovesciando entrambe insieme con attenzione.
Raccomandazione: per facilitare il distacco della gelatina dal contenitore, prima di sollevarlo, scaldatene il fondo poggiandovi sopra uno strofinaccio imbevuto di acqua bollente, ben strizzato.
Guarnite il piatto da portata con alcune fette di arancia, foglie di menta e se ne avete voglia con decori realizzati con dell'altro caramello (vedi foto).
Il tiramisù che otterrete sarà di sicuro effetto e veramente buono.

Bugie di carnevale


Altre feste, altri dolci per la gioia dei miei uomini e degli amici che vengono a farci visita nel nostro eremo di montagna sul mare. La tradizione vuole che a Carnevale si preparino le bugie, o chiacchere, o negli altri mille modi in cui vengono chiamate nelle diverse regioni d'Italia. Quest'anno il Carnevale è piuttosto basso ma io preferisco anticipare i tempi.

Ingredienti:
  • 250 g di farina "00"
  • 25 g di zucchero
  • 25 g di strutto
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di Marsala Superiore Vecchio Florio
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • buccia grattugiata di mezzo limone non trattato
  • 1 pizzico di sale
  • zucchero a velo q.b.
Come procedere:

Mettete in una terrina la farina, lo zucchero, il lievito, il pizzico di sale e la buccia grattugiata di mezzo limone. Amalgamate con una forchetta questi ingredienti ed aggiungete poi le uova lo strutto e il Marsala, continuando a mescolare sino a formare una palla di pasta.
Trasferite l'impasto sulla spianatoia e impastate ora a mano velocemente.
Attenzione: la pasta frolla necessita di un impasto veloce perchè non deve risentire troppo del calore delle mani. Avvolgete la pasta in carta da forno e fatela riposare per un'ora circa in frigorifero.
Tirate fuori dal frigo la pasta, dividetela in tre pezzi, appiattite con le mani ogni singolo pezzo e passatelo nella macchina per stendere la pasta (in mancanza servitevi del mattarello) sino ad ottenere una sfoglia abbastanza sottile.
Tagliate ora con la rotella delle "bugie", lunghe 10 cm e larghe circa 6, praticatevi con la rotella un piccolo taglio al centro, disponetele su una placca di metallo coperta con carta da forno e cuocete a forno preriscaldato a 180 gradi per 15 minuti circa.
Spolverate le bugie con abbondante zucchero a velo e presentatele su un grande piatto da portata.

Buon carnevale!

Zuccotto con ricotta


Mi hanno regalato una ricotta di latte vaccino freschissima e abbastanza grossa, così ho deciso di usarne una parte per fare un secondo ed una parte per imbastire rapidamente un dolce. Del secondo, crepes con ripieno di ricotta, ne parlerò un'altra volta, oggi vi dò la ricetta di questo invitante quanto velocissimo dolce.

Ingredienti (per 6 persone):
  • 200 g di savoiardi
  • 300 g di ricotta, possibilmente di quella al taglio
  • 200 g di zucchero
  • una puntina di vanillina
  • 50 g di cioccolata fondente
  • 1 bicchiere di vermouth bianco
  • 1 un cucchiaio di zucchero
  • 1 barattolo di ciliegie sciroppate
Come procedere:

foderate una ciotola a forma di "zuccotto" con della pellicola trasparente, lasciandola fuoriuscire da tutti i lati.
In una terrina mescolate insieme il vermouth, un po' di sciroppo delle ciliegie ed un cucchiaio di zucchero. Con questa miscela bagnate uno alla volta i savoiardi e utilizzateli per foderare fondo e pareti della ciotola a forma di zuccotto.
Preparate ora la crema frullando a lungo con la frusta elettrica la ricotta, lo zucchero e un punta di vanillina sino ad ottenere una crema molto setosa (e' consigliabile, per questo, usare dello zucchero reso "a velo" con il mixer).
Aggiungetevi la cioccolata fondente tagliata a scagliette e mescolate bene con un cucchiaio.
Mettete nella forma, foderata con i savoiardi, un primo strato di crema ed alcune ciliegie tagliate a metà, quindi proseguite così a strati, alternando i savoiardi inzuppati e la crema, fino a che non avrete esaurito gli ingredienti e colmato tutta la forma.
Attenzione: non inzuppate eccessivamente i savoiardi, per evitare che, una volta messo sul piatto da portata, lo zuccotto non rilasci il liquido in eccesso.
Infine, ripiegate sulla parte superiore i lembi della pellicola trasparente in eccesso, fate una leggera pressione con la mano per compattare bene il dolce e mettete in frigorifero per almeno 6 ore.
Al momento di servire, capovolgete la forma con lo zuccotto su un piatto da portata, togliete la forma e con attenzione anche la pellicola trasparente.
Decorate a piacere con la crema rimasta e le ciliegie.
Un Moscato di Pantelleria, per chi ama i vini passiti si adatta perfettamente a questo dolce di ispirazione siciliana.

Buon appetito